Online il blog di Michelle Bonev, ora parlo io!
Online il blog di Michelle Bonev. Cari amici, prima di tutto voglio scusarmi con voi per non avervi mai scritto. In questi 10 anni di carriera artistica, ho sempre pensato che con il mio lavoro avrei dimostrato che le offese, le allusioni e le accuse da parte di alcuni giornalisti, di cui sono stata oggetto, fossero ingiuste.
Che io sono soltanto una donna, arrivata in Italia da un Paese comunista, senza famiglia, con tanti sogni, ma con soli venti dollari in tasca, che lavora onestamente diciotto ore al giorno per raggiungere i risultati che ha ottenuto. A chi può far paura una donna come me? Perché ogni volta che mi mostro al grande pubblico cercano di massacrarmi?
Il dolore che mi hanno procurato è disumano, sono caduta in depressione per lunghi periodi, ma alla fine ho trovato sempre la forza di rialzarmi, perché sono una donna di fede, so che aldilà delle logiche umane ci sono quelle divine, e anche perché ho già superato un’infanzia molto difficile, che mi ha portato al tentato suicidio a sedici anni. “Beati coloro che hanno sete e fame di Giustizia perché saranno saziati”, recita un verso del Vangelo.
E’ giunta l’ora che Giustizia sia fatta! Che tutti sappiano come siano veramente andate le cose. Saranno i fatti a parlare per me. E sì, perché nessuno di questi “signori”, penne illustri, ricorda mai che tutte le fiction da me interpretate su Rai Uno, tra il 2003 e il 2008, hanno sempre vinto lo share della serata.
1.“Mai storie d’amore in cucina” due puntate da cento minuti, 26% di share;
2.“La bambina dalle mani sporche” due puntate da cento minuti, 27% di share;
3.“L’uomo che sognava con le aquile” due puntate da cento minuti, 39% di share, miglior share dell’anno 2006;
4.“Operazione Pilota” due puntate da cento minuti, 26% di share;
5.“Artemisia Sanchez” protagonista assoluta di quattro puntate da cento minuti, 25% di share.
Aggiungo, che in ogni fiction ho partecipato alla stesura della sceneggiatura. Mi chiedo: perché ignorano questi fatti? Perché insistono a dire che io sono una raccomandata? I raccomandati non sono forse coloro che continuano ad andare avanti nonostante risultati insoddisfacenti?
Ma andiamo all’origine.
FONTE: michellebonevblog.it
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