Normalizzazione: processo, significato, regole e meccanismi
Tra i termini di frequente utilizzo all’interno del panorama tecnologico, sia tra esperti che non, un piccolo spazio d’approfondimento merita sicuramente la normalizzazione al punto tale da imporsi come processo basilare per molti degli utilizzi quotidiani. Nonostante se ne parli anche abbastanza, in pochi sanno realmente si cosa si tratta: ciò sia per definizione che per uso pratico e diretto, oppure per i meccanismi di funzionamento.
Il termine, in modo chiaro e privo di equivoci, di normalizzazione è stato coniato per illustrare il processo di organizzazione dei dati in un database, di qualsiasi natura e complessità esso sia. Il meccanismo comprende la creazione di tabelle e tutta una serie di relazioni tra di esse sulla base di regole che sono state appositamente progettate per proteggere tali dati rendendo quegli stessi database più flessibili mediante l'eliminazione della ridondanza e di tutte quelle ripetizioni di dati che invece sono spesso presenti nelle fasi di processi similari.
Nella normalizzazione, a stupire per la ripetizione costante è la presenza di dati ridondanti che a coloro modo comportano uno spreco di spazio su disco maggiore rispetto le aspettative e di conseguenza anche problemi di manutenzione fortemente connessi. Nel caso dovesse emergere la necessità di dover svolgere delle modifiche queste devono essere effettuate ovunque seguendo le stesse modalità e di conseguenza tale fattore risulta primario oltre dannoso rispetto i classici meccanismi di controllo e verifica dati, riportandoci ad alcuni degli elementi espressi precedentemente.
Non a caso quando si parla di normalizzazione dei database s’intende in modo pratico la necessità di seguire alcune regole, ciascuna delle quali viene definita "forma normale" secondo una serie di protocolli di funzionamento specifici. Cercando di svolgerli osservando le varie regole, ed in particolare la prima regola, il database viene considerato nella "prima forma normale" mentre nel caso si osservano le prime tre regole, allora il database viene considerato nella "terza forma normale". Si tratta di distinzioni chiave perché i livelli diversificati sono necessari e fondamentali per la normalizzazione, ed infatti la terza forma normale è considerata il livello massimo necessario per la maggior parte delle applicazioni che ne sfruttano i vantaggi ed i privilegi.
La normalizzazione, come per molte regole e specifiche formali, in realtà non garantisce sempre che gli scenari reali possano favorire ed assicurare la conformità totale. In generale poiché la normalizzazione richiede l'uso di tabelle aggiuntive che all’interno di processi particolarmente complessi sono ritenute troppo dispendiosa da alcuni clienti che preferirebbero soluzioni decisamente più pratiche e meno esose, pur consapevoli di non poter conseguire i medesimi risultati pratici. Appare chiaro, visto quanto esplicitato nelle precedenti righe, che se si decide di violare una delle prime tre regole di normalizzazione diventa compleso assicurarsi che l'applicazione, in quel caso sottoposta all’utilizzo del software di normalizzaizone, sia in grado di prevenire i problemi che possono derivarne, quali la ridondanza dei dati e le dipendenze incoerenti.
La normalizzazione, come visibile, risulta quindi particolarmente complessa ed articolata rispetto quanto pronosticato e per tale motivo bisogna comprenderne attentamente le fasi e le implicazioni prima di affidarsi a tali sistemi.
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