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Diana Bracco: la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media” approfondimenti

È stata presentata lo scorso 19 marzo, presso la Sala Stampa del Palazzo di Regione Lombardia, la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026”, promossa dalla Fondazione Bracco, di cui Diana Bracco è Presidente, insieme al Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026. Come sono state raccontate le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali Milano Cortina dai media televisivi italiani? Quali immagini, linguaggi e protagonisti emergono nella narrazione mainstream dei Giochi? Donne e uomini sono rappresentati allo stesso modo?

 

Diana Bracco: più spazio alle atlete, ma stereotipi ancora diffusi

Al centro dell’incontro, il tema della rappresentazione mediatica dello sport in un’ottica di genere, analizzata attraverso uno studio dell’Osservatorio di Pavia che ha monitorato le principali news televisive tra luglio 2024 e marzo 2026. Tra le voci protagoniste della conferenza, la Presidente Diana Bracco ha sottolineato il valore delle atlete italiane e la necessità di un cambiamento culturale nel racconto dello sport. La ricerca evidenzia un quadro in evoluzione ma ancora contraddittorio. In occasione dei Giochi Olimpici di Parigi 2024, la copertura mediatica ha raggiunto un sostanziale equilibrio tra uomini e donne (49% contro 51%), segno di un progresso significativo. Persistono però stereotipi che colpiscono soprattutto le donne e una limitata presenza di esperte come commentatrici. Ai Giochi di Milano Cortina 2026, la visibilità delle atlete è cresciuta ulteriormente, arrivando al 58% delle notizie. Un risultato legato anche ai successi sportivi ottenuti, ma che, come evidenziato dallo studio, non si traduce automaticamente in una narrazione più moderna: aumentano infatti i contenuti con stereotipi, che continuano a colpire prevalentemente le donne. Particolarmente critica resta la situazione dello sport paralimpico, con una copertura ancora marginale e fortemente sbilanciata, sia in termini di visibilità sia di autorevolezza delle voci coinvolte.

Diana Bracco: il nodo del “tempo ordinario”

Se i grandi eventi sportivi rappresentano un momento di maggiore equilibrio, il vero problema emerge nel cosiddetto “tempo ordinario”. Qui lo sport femminile occupa appena il 13% dello spazio mediatico, contro il 75% dedicato a quello maschile. Il calcio domina la scena, assorbendo il 40% delle notizie, ma con una presenza femminile quasi irrilevante. Un dato che, anche secondo Diana Bracco, dimostra come i progressi siano ancora legati a logiche episodiche. Non basta accendere i riflettori durante le Olimpiadi. Serve continuità e costruire un racconto che riconosca stabilmente il valore dello sport femminile. La ricerca rappresenta un primo importante passo a livello nazionale su questo tema e, come emerso durante la conferenza moderata dalla giornalista Valeria Ciardiello, pone le basi per un impegno condiviso tra istituzioni, media e mondo sportivo. La visibilità delle donne nello sport sta crescendo, ma per diventare davvero strutturale deve essere accompagnata da un cambiamento nella qualità della narrazione.

Comunicato di Avatar di articolinewsarticolinews | Pubblicato Venerdì, 10-Apr-2026 | Categoria: Sport
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