Percile borgo dell'esclusione, denuncia d'urto di Antonello De Pierro
Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro: "Diritto alla mobilità calpestato. Qui un sindaco disabile non potrebbe nemmeno entrare nel suo ufficio. È un apartheid architettonico intollerabile"
Roma – "Un borgo gioiello della Valle dell'Aniene è una fortezza inespugnabile per chi non ha il privilegio di camminare sulle proprie gambe. Un'offesa alla Costituzione che si consuma ogni giorno tra i gradini di Palazzo Borghese". Non usa mezzi termini Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, per descrivere la situazione di paralisi democratica che strozza da sempre il comune di Percile.
Con una delegazione del movimento e il supporto dei tre consiglieri comunali eletti nel 2020, De Pierro ha riacceso i riflettori su una ferita aperta: l'assoluta inaccessibilità della Casa Comunale e del centro storico per i cittadini diversamente abili.
Il paradosso di Palazzo Borghese, una scalinata verso l'esclusione
Il cuore della denuncia di De Pierro colpisce il simbolo stesso delle istituzioni locali. Per raggiungere la sede del Comune, un cittadino con disabilità motoria si scontra con una realtà brutale: una lunga e ripida scalinata, priva di alternative, che rende fisicamente impossibile l'accesso ai servizi essenziali.
"Immaginiamo un cittadino in sedia a rotelle che deve rinnovare la carta d'identità o parlare con un assistente sociale", incalza De Pierro. "A Percile questo diritto è negato. Ma la gravità del fatto esplode se guardiamo alla partecipazione politica. Se domani venisse eletto un sindaco disabile, o se un consigliere comunale disabile dovesse partecipare a una seduta, come farebbe a raggiungere l'aula? Dovrebbe farsi sollevare di peso come un pacco postale? È un'umiliazione che la politica non può più permettersi di ignorare".
Lavoro e merito, il concorso "a metà"
Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro solleva poi un interrogativo inquietante legato a un recente concorso pubblico. "Se un disabile fosse risultato vincitore dell'ultimo concorso per impiegato comunale si sarebbe trovato davanti a un muro. L'amministrazione sarebbe stata costretta a una scelta: o effettuare lavori d'urgenza che dovevano essere fatti decenni fa, o ammettere la propria inadeguatezza. È inaccettabile che nel 2026 il diritto al lavoro sia subordinato alla presenza di una rampa o di un ascensore".
L'esempio di Saracinesco e le Opportunità Perdute
De Pierro non accetta la scusa della mancanza di fondi. "Basta guardare a pochi chilometri di distanza, a Saracinesco. Lì hanno capito che la montagna non deve essere una prigione e hanno realizzato ascensori urbani d'avanguardia. Percile invece dorme".
Secondo il presidente dell'IdD, la colpa è anche della miopia amministrativa: "Mentre noi denunciamo dislivelli pericolosi tra asfalto e sampietrini, la Regione Lazio mette sul piatto milioni di euro per i piccoli comuni. C'è stato un bando da 24 milioni di euro scaduto il 16 aprile 2026 che copre il 100% delle spese per i borghi sotto i 5.000 abitanti. Perché Percile non ha presentato un progetto per un ascensore urbano che colleghi la valle al Palazzo? Perché non esiste ancora un Peba (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) degno di questo nome?".
La battaglia dei consiglieri dell'Italia dei Diritti-De Pierro
Dalle elezioni del 2020, i tre consiglieri dell'IdD, tra i quali c'era un medico, nonostante la chiara linea imposta dal movimento, hanno affrontato tiepidamente questa e altre battaglie tra le mura del consiglio, ma lo scontro si sposta ora sul piano della mobilitazione civile. "Non ci fermeremo alle mozioni in aula", conclude De Pierro. "Chiediamo che la democrazia a Percile torni a essere 'piano terra'. Se l'amministrazione non è in grado di garantire l'accesso al Palazzo, che sposti gli uffici in locali accessibili subito. I diritti non possono aspettare i tempi della burocrazia o la pigrizia di chi non vede le barriere perché ha la fortuna di poterle scavalcare. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di non riconfermare la candidatura di nessuno dei consiglieri uscenti. La scelta del candidato sindaco è ricaduta su Luca Hammad, già attivo sul territorio in qualità di consigliere ombra, il quale dopo l'elezione a sindaco si attiverà immediatamente per dare dignità ai disabili e permettere loro l'accesso ai servizi comunali accedendo a quei finanziamenti che finora i suoi predecessori hanno lasciato inevasi. Gli esponenti del nostro movimento sanno coniugare sensibilità e competenza molto più di altri amministratori e a Percile questo binomio avrà piena compiutezza. In questa battaglia sarò impegnato anch'io in prima persona insieme ai vari esponenti del movimento e non ci fermeremo finché a ogni disabile sarà garantito il diritto di potere usufruire degli stessi servizi degli altri. Non è un caso che in lista abbiamo candidato Fabrizio Massimini, disabile motorio, il quale ha un lavoro normale a Bracciano, il cui espletamento gli viene garantito da una serie di misure idonee e che a Percile non potrebbe svolgere le sue attribuzioni mansionali qualora fosse un dipendente di quel Comune e qualora risultasse eletto si troverebbe nell'impossibilità di onorare il suo mandato consiliare". ".
L'appello è chiaro: o si abbatte quella scala invisibile che separa i cittadini dalle istituzioni, o Percile resterà un borgo bellissimo, ma profondamente ingiusto. L'Italia dei Diritti-De Pierro promette battaglia fino a quando l'ultimo gradino non sarà stato superato.
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