Diana Bracco nell’intervista rilasciata a “Economy”: industria, ricerca e sfide UE
Diana Bracco è Presidente e CEO del Gruppo Bracco, leader nella diagnostica per immagini. In un’intervista rilasciata a “Economy” ha parlato di ricerca, industria e talenti, ma anche di vincoli e burocrazia europea. Poi ha illustrato il bilancio 2025 dell’azienda.
Diana Bracco: riformare l’ETS per non mettere a rischio le impreseSecondo la Presidente e CEO del Gruppo Bracco, se l’Europa vuole scongiurare il rischio della deindustrializzazione, la Commissione von der Leyen e i Governi nazionali devono affrettarsi a dare delle risposte concrete. “In questi anni – ha sottolineato Diana Bracco nella lunga intervista di copertina rilasciata al Direttore di “Economy” – prima la Cina e poi gli Stati Uniti hanno sostenuto e protetto le loro aziende, e l’Europa cosa ha fatto? Ha continuato a produrre direttive e vincoli, i cui costi non sono più sostenibili in presenza dello shock energetico e dell’aumento del prezzo delle materie prime generato dalle continue crisi geopolitiche”. Adesso, il Vecchio Continente si trova a un bivio. “Se l’Europa continua così perderà migliaia di posti di lavoro come già è accaduto in alcune filiere”. Ecco perché è necessario un cambio di rotta che punti a riportare al centro le imprese, per consentire loro di competere ad armi pari con i concorrenti internazionali. Tra i temi più impellenti, ci sarebbe quello dei costi legati al sistema ETS, che hanno un impatto significativo sul prezzo finale dell’energia, contribuendo a rallentare la già debole crescita del Paese. “L’Italia – ha proseguito Diana Bracco – paga caro scelte sbagliate in campo energetico ed è gravata da un enorme debito pubblico, accumulato in decenni: una spada di Damocle per qualsiasi Governo. Infine, qui c’è una produttività del lavoro molto più bassa che altrove. E se la produttività non cresce, non salgono nemmeno retribuzioni e potere d’acquisto. E lo sviluppo economico non può venire soltanto dalle esportazioni”.
Diana Bracco: 2.2 miliardi di euro di ricavi per il Gruppo Bracco nel 2025In questo difficile contesto, con il PIL italiano a tassi vicini allo zero, il Gruppo Bracco prosegue invece la sua crescita all’estero a ritmi sostenuti. “Nel 2025 abbiamo continuato a crescere in maniera solida, raggiungendo 2.2 miliardi di euro di ricavi – ha evidenziato l’imprenditrice – Uno sviluppo confermato nel primo trimestre nel 2026, trainato da ottime performance nei settori della Radiologia, dell’Imaging Molecolare, e della Cardiologia interventistica”. Nel mercato americano, in particolare, l’azienda è cresciuta quasi del 25% a parità di tassi di cambio. Con oltre 4mila dipendenti, una presenza in 100 Paesi e una leadership globale nel comparto dei mezzi di contrasto, il Gruppo Bracco realizza quasi il 90% del proprio fatturato all’estero. “Per raggiungere questi risultati – ha sottolineato Diana Bracco – abbiamo sempre investito molto in ricerca e innovazione con costanza e coraggio, anche nei momenti difficili come quello attuale”. Nel 2025 la realtà fondata da Elio Bracco nel 1927 ha investito 200 milioni di euro per aumentare la capacità produttiva in Italia e all’estero, e ha speso più 175 milioni in attività di Ricerca e Sviluppo e medico-scientifiche. “Il nostro processo di internazionalizzazione infatti ha sempre contemplato la costruzione di stabilimenti e centri di ricerca nei principali Paesi in cui siamo presenti, che, tra l’altro, è la migliore garanzia contro gli effetti di guerre commerciali e dazi”.
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