Catapano Giuseppe: Ripartire
Il piccolo imprenditore è davvero strano nei suoi comportamenti ….. Se si tratta di scegliere una vacanza: si informa meticolosamente sui prezzi e gli itinerari. Se deve visitare luoghi sconosciuti si affida volentieri ad agenzie o organizzazioni che si occupano in modo professionale (lo spera) … Quanto scommette sul proprio futuro riferita a nuova iniziativa imprenditoriale o di riorganizzare una iniziativa ereditata o di riequilibrare l’asset della propria intrapresa, spesso (quasi sempre) parte “alla garibaldina”, affidandosi al proprio intuito, perseguendo con alterigio la tesi. Imprenditori si nasce …..
È difficile incontrare un piccolo imprenditore che nelle fasi di inizio/crescita/affermazione si rivolge spontaneamente a consulenti specializzati. È un po’ come vedere un bambino di quattro anni che, avendo paura di attraversare la strada, chiude gli occhi e si mette a correre, confidando nel suo Angelo Custode. È molto più facile dire dove sbaglia il piccolo imprenditore che non capire esattamente quali caratteristiche deve avere il piccolo imprenditore per realizzare i propri obiettivi in un momento dove l’economia e i mercati finanziari non accompagnano la volontà di fare. Le formule di successo di una impresa non sono replicabili, e quella che sembra aver funzionato si può rivelare un insuccesso. Negli ultimi 20 anni la maggior parte delle piccole imprese di nuova costituzione fallivano prima di aver raggiunto i cinque anni di vita. Oggi purtroppo negli ultimi cinque anni si è aggiunta la triste notizia che le piccole imprese storiche non riescono a proseguire nel loro percorso che fino ad ieri sembrava senza ostacoli. Gestire una piccola impresa è una battaglia a lungo termine e richiede un impegno duro e costante, comporta una serie lunghissima di rischi e di sfide alla competenza e alle capacità dell’imprenditore. Quanto ci fermiamo ad indagare sulle problematiche che si presentano nelle piccole imprese, scopriamo che la causa principale è l’inadeguatezza gestionale che non è cresciuta con l’attività d’impresa, ad esso si aggiunge l’inadeguatezza della contribuzione finanziaria, se non a volte la mancanza di progetto dell’attività che seppure prosegue ma senza conoscere l’obbiettivo. Ovviamente bisogna fare qualcosa, risponderà a questa muta domanda del piccolo imprenditore, con una semplice affer .. la vita imprenditoriale è come una partita di calcio, occorre allenarsi, imparare le tecniche, studiare gli avversari e mettere appunto una strategia di attacco. In una parola occorre prepararsi disponendo di assistenza consulenziale del preparatore dell’allenatore, del dirigente, perché la probabilità di successo dipendono interamente dall’imprenditore, e non bisogna attendere la necessità per aguzzare l’ingegno. Far crescere un’azienda già (anche in crisi) potreste ottenere molto più di quanto un lavoro dipendente. La scelta di ripartire con un’impresa in crisi potrebbe non solo essere l’anticamera della vostra rovina sul piano finanziario, ma anche dare uno scossone alla fiducia che avete in voi stessi e causarvi seri problemi sul piano familiare. La decisione di ripartire oltre la crisi, impone una precisa regola di rivolgere tutte le energie a superare i mille problemi che si presenteranno sulla via intrapresa, che sicuramente premierà gli audaci, ma è anche possibile che per riuscire dobbiate essere perseveranti fino al limite dell’ossessione. Gli imprenditori ricordano volentieri le loro storie, divertenti nel narrato ma spesso intriganti e interessanti nel vissuto; nate da riparatori di televisori per finire industriali del settore tessile, difficilmente dice quale sia stato l’epilogo della sua storia (probabilmente disastrosa), ma certo quasi sempre inizia molto presto a confrontarsi con le dure esigenze del mercato. Questa è una delle prove che l’imprenditore nasca con l’identità di chi continuamente è alla ricerca di opportunità e quanto queste non esistono, le crea. Certamente una adeguata formazione scolastica risveglia e affina i spiriti imprenditoriali sopiti, sicuramente la volontà imprenditoriale affonda le sue radici nel carattere che l’uomo sviluppa nell’ambiente familiare e comincia a manifestarsi fin dall’infanzia. Non è un handicap nascere donna o non crescere in ambienti imprenditoriali, peraltro in forte crescita sono le donne e i giovani provenienti da tutte le sfere sociali che guardano con interesse la carriera imprenditoriale.
Quello che conta, quindi per ripartire oltre la crisi, non è tanto disporre fin dall’inizio di tutte le risposte, ma saper lavorare intorno alla visione iniziale, senza aver mai paura di rimettere tutto in discussione e imparando dagli errori commessi.
A cura del Prof. Giuseppe CatapanoReazioni:
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