Terna: precisazioni di Cattaneo su indiscrezioni di stampa
Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, ha redatto il seguente comunicato in merito ad alcune indiscrezioni di stampa.
"In
relazione alle dichiarazioni di terze persone sul mio conto pubblicate
oggi sugli organi di stampa, desidero dichiarare quanto segue:
1-
L'illazione di una mia autocandidatura o mie azioni per andare in
Finmeccanica è completamente falsa. Ciò è noto a tutti dall'inizio della
vicenda e dalle prime uscite sui giornali della questione, cioè da
oltre un anno.
2- Esistono decine di prove documentali e
testimonianze, compresi lettere, comunicati stampa, dichiarazioni e
colloqui formali e informali che attestano la mia posizione, ovvero che
sin da allora non sono mai stato interessato ad alcuna posizione e che
non ho mai agito direttamente o indirettamente per ricoprire ruoli in
quella Società. Chiunque può accedere alla documentazione che lo prova
in maniera inconfutabile.
3- Non capisco come il Sig. Borgogni, che
ho visto una sola volta 10 anni fa e mai più, possa conoscere i miei
desideri ed esprimere giudizi come quelli che ho letto oggi.
Ho già
dato mandato ai miei legali di tutelare in tutte le sedi opportune il
mio nome e la mia reputazione in relazione a tutte le dichiarazioni
mendaci sul mio conto".
In relazione allo stesso argomento la stessa società Terna ha precisato che:
"In relazione agli articoli sugli organi di stampa di oggi, Terna
precisa che, come dimostrano gli atti anche pubblici, i poteri
gestionali sono in capo all'Amministratore Delegato, e subdelegati per
ruoli di competenza ai vari responsabili dei settori dell'azienda.
Nessun dirigente può prevaricare né attribuirsi poteri diversi o
aggiuntivi rispetto alle policy aziendali, e non è mai stato riscontrato
un solo comportamento simile.
Terna precisa che ha
sempre operato in ogni sua attività interna ed esterna nel rispetto di
tutte le norme di diritto e delle procedure aziendali. La Società si
tutelerà in ogni sede e in ogni modo in relazione a dichiarazioni o
azioni che risultino lesive del suo operato, della sua immagine e di
quella dei suoi dipendenti, anche in relazione ai possibili danni sul
mercato azionario".
Fonte: La Stampa
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