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Dazi, Cristina Scocchia: Illycaffè affronta la tempesta tariffaria con pragmatismo e razionalità approfondimenti

LA CEO di Illycaffè Cristina Scocchia risponde alla minaccia delle nuove tariffe: affrontiamo dazi e volatilità dei costi con razionalità e visione strategica. Il caffè dovrebbe essere esente dal 15%.

Cristina Scocchia: navighiamo in una doppia tempesta

Siamo come un capitano in mezzo a una doppia tempesta, le minacce di nuovi dazi e i rincari della materia prima che solo dopo 12 mesi iniziano ad attenuarsi”. Così Cristina Scocchia, CEO alla guida di Illycaffè dal 2022, dopo l’annuncio dell’attivazione di altre misure tariffarie sulle importazioni negli USA. Il caffè aveva già subito le tariffe del Liberation Day, per poi essere esentato in un secondo momento dalla Casa Bianca attraverso un decreto che annullava le imposte su alcuni alimenti. Illycaffè, che nel frattempo le aveva pagate, sta valutando la via del rimborso per i mesi in cui è stata “daziata”. “La Corte Suprema ha delegato la decisione agli ordini minori di giudizio, probabilmente il Governo farà quanto possibile per evitare o ritardare i pagamenti – fa sapere Cristina Scocchia – Bisogna capire spazi e margini: non sarà un percorso breve e non è prudente fare affidamento ora su eventuali rimborsi”. Stando alle informazioni provenienti dalla filiale americana di Illycaffè, il caffè dovrebbe rimanere esente dal nuovo 15% imposto. Per l’azienda, gli USA rappresentano un mercato strategico: secondo solo all’Italia, vale il 20% del suo fatturato.

Cristina Scocchia: riorganizzazione europea e strategia a lungo termine

L'espansione di Illycaffè negli Stati Uniti evidenzia quanto il mercato americano sia strategicamente centrale per le ambizioni di crescita dell’azienda, rendendo imprescindibile una presenza attiva nel Paese. “Nel mare in tempesta – afferma Cristina Scocchia – la stella polare resta: la strategia sul lungo termine non cambia. Nel giro di pochi mesi annunceremo un partner per la produzione destinata al mercato locale: saremo più efficienti per logistica, impatto ambientale e in linea con i gusti del consumatore americano”. Nel breve periodo, però, il Gruppo ha deciso di riorientare gli investimenti commerciali in Europa, eleggendo i mercati di Spagna, Inghilterra, Germania, Francia, Austria e Belgio a “porto sicuro”. “Il punto d’arrivo – spiega la CEO – resta quello, ma la rotta si fa a zigzag. Sempre con risposte pragmatiche e razionali”. È proprio alla razionalità che Cristina Scocchia invita, infine, l’Europa: “Non si può gettare al mare la relazione economica, militare, politica con il nostro primo partner”.

Comunicato di Avatar di articolinewsarticolinews | Pubblicato Venerdì, 13-Mar-2026 | Categoria: Aziende
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