Serenissima Ristorazione: governance e impatto nel Report di Sostenibilità 2025
In anticipo rispetto alle direttive della CSRD, Serenissima Ristorazione ha pubblicato il primo Report di Sostenibilità in maniera volontaria. Coinvolte tutte le società controllate del Gruppo, anche quelle estere, con lo scopo di unire la sostenibilità nella strategia industriale e finanziaria.
Serenissima Ristorazione: arriva in anticipo il primo Report di Sostenibilità secondo la normativa CSRD
Leader nella ristorazione collettiva, Serenissima Ristorazione, da sempre impegnata nell’ambito della sostenibilità, ha mosso dei passi importanti per integrare questo aspetto nella strategia industriale e finanziaria. È stato redatto infatti in maniera volontaria il primo Report di Sostenibilità secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), precedendo gli obblighi previsti dalla normativa europea. Questa decisione ha interessato tutte le 14 società controllate da Serenissima Ristorazione, comprendendo anche quelle estere in Spagna e Polonia, e ha a che fare con gli elementi di materialità finanziaria e di impatto: ovvero, rispettivamente, come la sostenibilità impatta sui risultati economici e l’esito dell’attività aziendale su ambiente e persone. Le emissioni totali misurate secondo i parametri della Carbon Footprint di Organizzazione ammontano a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente.
Serenissima Ristorazione: gli obiettivi futuri sul fronte ambientale“Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità — ha evidenziato il Vicepresidente di Serenissima Ristorazione Tommaso Putin — Misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente”. Rimanendo sul fronte ambientale, per quanto concerne le emissioni a monte e a valle della catena del valore, Serenissima Ristorazione ha creato un percorso strutturato di coinvolgimento e qualificazione ESG dei partner, che consiste in monitoraggio, audit e condivisione dei dati ambientali per l’intera filiera. Tra i prossimi obiettivi c’è infatti la diminuzione dei consumi energetici del 5% rispetto al complessivo.
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